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SWM HISTORY 1ª parte

Franco Acerbis in azione col prototipo della prima moto 1972

Dalla passione per il motociclismo che accumunava due amici, Pietro Sironi e Fausto Vergani, in una serata invernale davanti ad una tavola imbandita, nacque l'idea di costruire una motocicletta da fuoristrada che fosse in grado di contrastare la supremazia delle imbattibili moto d'oltralpe.

P. Sironi iniziò a cimentarsi nel 1953 negli audax e durante gli allenamenti per la pertecipazione a una Milano Taranto ebbe un grave incidente, costringendolo in ospedale per 60 giorni con riabilitazione dopo un anno, mantenendo la passione motociclistica si cimentò nella motoregolarità dove fù protagonista; nel 1968 gli impegni di lavoro lo costrinsero ad "appendere il casco al chiodo", iniziando una seconda fase di passione motociclistica nel 1973, che grazie all'esperienza accumunata lo portò all'impegno di riportare una motocicletta italiana ai vertici della regolarità mondiale.

F. Vergani valido pilota delle FF OO e tecnico motoristico consulente Gilera, con il pallino per i motori ad aspirazione rotante, con altri tecnici Gilera realizzò quel belllissimo prototipo di 2T rotativo derivato da un regolarità casa del 65.

L'iniziativa venne presa da P.Sironi e con F.Vergani alla sera (nel limite della disponibilità, per impegni di lavoro) si incontravano a Vimercate nel garage di F. Vergani dove iniziarono i progetti del primo prototipo. Bisognava creare un mezzo razionale, robusto e competitivo; i 4 Tempi di allora ( GILERA, GUZZI, MORINI, DUCATI ) erano ormai sorpassati dai più agili 2T di oltre frontiera. Nacque così la prima moto che si distingueva per la robustezza e l'adozione di quell'insolito forcellone a sezione rettangolare (allora polemizzato ma attualmente usato da tutti), esteticamente assomigliava vagamente ad una Morini, la marmitta era stata presa in prestito da una Hercules e passava sotto il serbatoio, il motore era un Sachs 125 6 B. Uno dei primi ad saggiarne le doti fù Franco Acerbis allora pilota di regolarità e aspirante giornalista, ora più famoso per l'omonima ditta (che vide la sua nascita proprio grazie alla SWM ).

Per il neo motociclo, essendo realizzato da Sironi e Vergani a Vimercate in provincia di Milano, si decise la sigla SVVM, registrandola ufficalmente l'11 / 07 / 1971 come SWM - Speedy Working Motors -, meglio orecchiabile in tutto il mondo, con sede a Palazzolo Milanese. Visto il buon esito del pre prototipo allestito si pensò di eseguire dei prototipi definitivi da 50 cc, 100 cc e 125 cc denominati REGOLARITÀ; Sironi già titolare di una scuderia sportiva nell'ambito del MC IL NAVIGLIO decise di affidare le prime moto a tre dei suoi piloti ; Franco Acerbis, Renato Anesa e Pasquale Bernini, coaudiuvati dall'abile direttore sportivo Alfredo Manfardini.

Iniziarono così ad arrivare i primi successi congiunti alle prime richieste di motociclette, dopo averle esposte al Salone del Ciclo e Motociclo di Milano del novembre 1971 e riscontrando molto interesse da parte del pubblico. Fu allora chiesta la collaborazione commerciale dall'ormai mitico nonnino della regolarità, Ermanno Zampolli. Sucessivamente a Rivolta si costruirono le prime moto per i piloti della prima squadra SWM: Vergani F., Redrezza, Signorelli Giuseppe, Pierluigi Rottigni. Contemporaneamente si allestirono piccoli quantitativi per i simpatizzanti SWM, iniziativa puramente sportiva, senza fini di lucro, fatto dimostrato da alcuni amici fedeli SWM come "Sergio Cristina di Gozzano", che ritiravano particolari di moto smontate, componendole loro stessi pur di far correre i propri alfieri.

Il debutto internazionale è avvenuto al campionato europeo in Spagna a Segovia con varie vicissitudini. Da tempo la FMI non si interessava di partecipare alle competizioni di campionato europeo di regolarità, pronunciandosi in difficoltà finanziarie per tali manifestazioni. Avvisati della decisione SWM di partecipare alla gara di Segovia, si é comunque subito prestata nel concedere un'accompagnatore, a spese della SWM, per presenziare in giuria internazionale e fortunatamente sciegliendo il Dott. Mario Tremaglia. Dieci giorni prima della partenza era tutto predisposto per il debutto, la parte ciclistica competenza SWM e motori, per tale occasione, competenza Sachs; non sembrando un problema vista la proverbiale puntualità tedesca; ma che questa volta non avvenne per mancanza di credibilità italiana. Dopo energici contatti telefonici con i dirigenti Sachs, questi assicurarono la spedizione direttamente in Spagna presso l'aereoporto di Madrid il giorno stesso dell'arrivo della squadra SWM. Decisione difficile da prendesi, partire o non, fidarsi o non delle promesse Sachs, la sportività prevalse per la partenza in Spagna.

Il giovedì P.Sironi e il Dott. Tremaglia si recavano all'aereoporto per ritirare i motori, riscontrando ancora una volta la mancanza della spedizione (si pensa che naeanche il Kaiser abbia tirato tante e tali imprecazioni contro il suo popolo come in quell'occasione); senza perdere la calma e l'animo i due si recarono alla sede SAME di Madrid il cui direttore generale amico del Dott. Tremaglia prestava attenzione mettendo a disposizione il proprio ufficio; dopo ulteriori infuocate telefonate alla sede Sachs, convincendoli che lo staff SWM era effettivamente sul luogo della competizione, i dirigenti Sachs assicurarono con matematica certezza che i motori promessi sarebbero arrivati con un volo Luftansa il giorno sucessivo. Sempre con l'aiuto del direttore SAME il venerdì alle ore 15.30 avvenne lo sdoganamento dei tanto sospirati motori, che dopo un'ulteriore tragitto di 130 Km alle ore 18 arrivarono a Segovia per essere installati sulle parti ciclistiche SWM.

Tutto lo staff SWM corridori compresi, si adoperarono per la preparazione delle motociclette, non potendo usufruire di tutti i motori inviati dalla Sachs per alcune carenze dificitarie, dovute alla loro preparazione frettolosa, ma usando alcuni motori preparati preventivamente dalla stessa SWM; i lavori venivano terminati alle ore 1.30 di notte del sabato (fortunatamente le operazioni prelliminari si svolgevano il sabato mattina ore 7); dopo una veloce dormita, sveglia alle 6.00 per essere alla punzonatura puntualmente alle 7.00 e partenza della gara ore 8.30. Con i pochi mezzi e personale a disposizione, compreso l'addetto alla giuria internazionale si organizzarono i servizi ai controlli orari: Sironi coprì due 2 CO, il Dott. Tremaglia quello della partenza e il buon Graziano Cervi quello sulla Sierra Nevada.

Il primo giorno di gara (sabato) trascorse senza troppe tribolazioni, il percorso era impegnativo, il tempo soleggiato e la temperatura + 20°, unica nota di dispiacere il ritiro del pilota Ciceri, gli altri piloti SWM ben figuravano nelle prime posizioni di classifica.

Il secondo giorno di gara (domenica), tempo buono alla partenza con variazione repentina, divenendo freddo e iniziando a piovere con acqua gelida a Segovia e neve sulla Sierra Nevada, il povero Cervi riuscì a raggiungere il proprio CO solo a piedi dopo varie peripezzie e solo per il 2° passaggio dei piloti, inzuppato d'acqua e neve ha dovuto così rimanere per tutto il tempo del servizio di gara.

A metà competizione le forze cominciavano a calare per tutti piloti e addetti compresi, lo strapazzo per l'avventura dei motori mancanti, la tensione e la fatica stressante per la preparazione delle moto iniziava farsi sentire, aggiunto all'inclemenza del tempo costringeva l'infaticabile Vergani al ritiro dalla gara, congiuntamente ad alcuni avversari faticati dalle intemperie e guasti meccanici; rimanendo all'arrivo pochi concorrenti. Per i superstiti della spedizione Italiana (esclusivamente SWM) ottime furono le soddisfazioni (considerato che quella era la prima uscita internazionele), risultando:
Redrezza 5° ? 50 cc
Signorelli 3° ? 100cc
Rottigni 2° ? 125cc

Complimentato lo staff SWM dagli avversari per l'impresa travagliata e meritatamente premiati i piloti dalla giuria internazionale, tutti gli italliani presenti dichiaratisi stanchi ma soddisfatti, si concedevano una premiazione di carattere personale. Il giorno sucessivo la competizione (lunedi) si smontarono i motori dalle motociclette per essere rispediti in Germania, essendo questi dichiarati in transito doganale in Spagna. Dopo questa vissuta avventura, la Sachs ha sempre avuto maggiore considerazione della famiglia SWM, anche perchè la SWM non ha più voluto essere Sachs dipendente, preparandosi in proprio i motori come meglio credeva e in tempo utile, così guadagnando i ben noti e meritati allori nazionali ed internazionali.

   
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