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Dalla passione per il motociclismo che accumunava
due amici, Pietro Sironi e Fausto Vergani, in una serata
invernale davanti ad una tavola imbandita, nacque l'idea di
costruire una motocicletta da fuoristrada che fosse in grado di
contrastare la supremazia delle imbattibili moto
d'oltralpe.
P. Sironi iniziò a cimentarsi nel 1953 negli audax e
durante gli allenamenti per la pertecipazione a una Milano
Taranto ebbe un grave incidente, costringendolo in ospedale per
60 giorni con riabilitazione dopo un anno, mantenendo la passione
motociclistica si cimentò nella motoregolarità dove
fù protagonista; nel 1968 gli impegni di lavoro lo
costrinsero ad "appendere il casco al chiodo", iniziando una
seconda fase di passione motociclistica nel 1973, che grazie
all'esperienza accumunata lo portò all'impegno di
riportare una motocicletta italiana ai vertici della
regolarità mondiale.
F. Vergani valido pilota delle FF OO e tecnico motoristico
consulente Gilera, con il pallino per i motori ad aspirazione
rotante, con altri tecnici Gilera realizzò quel
belllissimo prototipo di 2T rotativo derivato da un
regolarità casa del 65.
L'iniziativa venne presa da P.Sironi e con F.Vergani alla sera
(nel limite della disponibilità, per impegni di lavoro) si
incontravano a Vimercate nel garage di F. Vergani dove iniziarono
i progetti del primo prototipo. Bisognava creare un mezzo
razionale, robusto e competitivo; i 4 Tempi di allora ( GILERA,
GUZZI, MORINI, DUCATI ) erano ormai sorpassati dai più
agili 2T di oltre frontiera. Nacque così la prima moto che
si distingueva per la robustezza e l'adozione di quell'insolito
forcellone a sezione rettangolare (allora polemizzato ma
attualmente usato da tutti), esteticamente assomigliava vagamente
ad una Morini, la marmitta era stata presa in prestito da una
Hercules e passava sotto il serbatoio, il motore era un Sachs 125
6 B. Uno dei primi ad saggiarne le doti fù Franco Acerbis
allora pilota di regolarità e aspirante giornalista, ora
più famoso per l'omonima ditta (che vide la sua nascita
proprio grazie alla SWM ).
Per il neo motociclo, essendo realizzato da Sironi e Vergani a
Vimercate in provincia di Milano, si decise la sigla SVVM,
registrandola ufficalmente l'11 / 07 / 1971 come SWM - Speedy Working
Motors -, meglio orecchiabile in tutto il mondo, con sede a
Palazzolo Milanese. Visto il buon esito del pre prototipo
allestito si pensò di eseguire dei prototipi definitivi da
50 cc, 100 cc e 125 cc denominati REGOLARITÀ; Sironi già
titolare di una scuderia sportiva nell'ambito del MC IL NAVIGLIO
decise di affidare le prime moto a tre dei suoi piloti ; Franco
Acerbis, Renato Anesa e Pasquale Bernini, coaudiuvati dall'abile
direttore sportivo Alfredo Manfardini.
Iniziarono così ad arrivare i primi successi congiunti
alle prime richieste di motociclette, dopo averle esposte al
Salone del Ciclo e Motociclo di Milano del novembre 1971 e
riscontrando molto interesse da parte del pubblico. Fu allora
chiesta la collaborazione commerciale dall'ormai mitico nonnino
della regolarità, Ermanno Zampolli. Sucessivamente a
Rivolta si costruirono le prime moto per i piloti della prima
squadra SWM: Vergani F., Redrezza, Signorelli Giuseppe, Pierluigi
Rottigni. Contemporaneamente si allestirono piccoli quantitativi
per i simpatizzanti SWM, iniziativa puramente sportiva, senza
fini di lucro, fatto dimostrato da alcuni amici fedeli SWM come
"Sergio Cristina di Gozzano", che ritiravano particolari di moto
smontate, componendole loro stessi pur di far correre i propri
alfieri.
Il debutto internazionale è avvenuto al campionato europeo
in Spagna a Segovia con varie vicissitudini. Da tempo la FMI non
si interessava di partecipare alle competizioni di campionato
europeo di regolarità, pronunciandosi in difficoltà
finanziarie per tali manifestazioni. Avvisati della decisione SWM
di partecipare alla gara di Segovia, si é comunque subito
prestata nel concedere un'accompagnatore, a spese della SWM, per
presenziare in giuria internazionale e fortunatamente sciegliendo
il Dott. Mario Tremaglia. Dieci giorni prima della partenza era
tutto predisposto per il debutto, la parte ciclistica competenza
SWM e motori, per tale occasione, competenza Sachs; non sembrando
un problema vista la proverbiale puntualità tedesca; ma
che questa volta non avvenne per mancanza di credibilità
italiana. Dopo energici contatti telefonici con i dirigenti
Sachs, questi assicurarono la spedizione direttamente in Spagna
presso l'aereoporto di Madrid il giorno stesso dell'arrivo della
squadra SWM. Decisione difficile da prendesi, partire o non,
fidarsi o non delle promesse Sachs, la sportività prevalse
per la partenza in Spagna.
Il giovedì P.Sironi e il Dott. Tremaglia si recavano all'aereoporto per ritirare i motori,
riscontrando ancora una volta la mancanza della spedizione (si
pensa che naeanche il Kaiser abbia tirato tante e tali
imprecazioni contro il suo popolo come in quell'occasione); senza
perdere la calma e l'animo i due si recarono alla sede SAME di
Madrid il cui direttore generale amico del Dott. Tremaglia
prestava attenzione mettendo a disposizione il proprio ufficio;
dopo ulteriori infuocate telefonate alla sede Sachs,
convincendoli che lo staff SWM era effettivamente sul luogo della
competizione, i dirigenti Sachs assicurarono con matematica
certezza che i motori promessi sarebbero arrivati con un volo
Luftansa il giorno sucessivo. Sempre con l'aiuto del direttore
SAME il venerdì alle ore 15.30 avvenne lo sdoganamento dei
tanto sospirati motori, che dopo un'ulteriore tragitto di 130 Km
alle ore 18 arrivarono a Segovia per essere installati sulle
parti ciclistiche SWM.
Tutto lo staff SWM corridori compresi, si adoperarono per la
preparazione delle motociclette, non potendo usufruire di tutti i
motori inviati dalla Sachs per alcune carenze dificitarie, dovute
alla loro preparazione frettolosa, ma usando alcuni motori
preparati preventivamente dalla stessa SWM; i lavori venivano
terminati alle ore 1.30 di notte del sabato (fortunatamente le
operazioni prelliminari si svolgevano il sabato mattina ore 7);
dopo una veloce dormita, sveglia alle 6.00 per essere alla
punzonatura puntualmente alle 7.00 e partenza della gara ore
8.30. Con i pochi mezzi e personale a disposizione, compreso
l'addetto alla giuria internazionale si organizzarono i servizi
ai controlli orari: Sironi coprì due 2 CO, il Dott.
Tremaglia quello della partenza e il buon Graziano Cervi quello
sulla Sierra Nevada.
Il primo giorno di gara (sabato) trascorse senza troppe
tribolazioni, il percorso era impegnativo, il tempo soleggiato e
la temperatura + 20°, unica nota di dispiacere il ritiro del
pilota Ciceri, gli altri piloti SWM ben figuravano nelle prime
posizioni di classifica.
Il secondo giorno di gara (domenica), tempo buono alla partenza
con variazione repentina, divenendo freddo e iniziando a piovere
con acqua gelida a Segovia e neve sulla Sierra Nevada, il povero
Cervi riuscì a raggiungere il proprio CO solo a piedi dopo
varie peripezzie e solo per il 2° passaggio dei piloti,
inzuppato d'acqua e neve ha dovuto così rimanere per tutto
il tempo del servizio di gara.
A metà competizione le forze cominciavano a calare per
tutti piloti e addetti compresi, lo strapazzo per l'avventura dei
motori mancanti, la tensione e la fatica stressante per la
preparazione delle moto iniziava farsi sentire, aggiunto
all'inclemenza del tempo costringeva l'infaticabile Vergani al
ritiro dalla gara, congiuntamente ad alcuni avversari faticati
dalle intemperie e guasti meccanici; rimanendo all'arrivo pochi
concorrenti. Per i superstiti della spedizione Italiana
(esclusivamente SWM) ottime furono le soddisfazioni (considerato
che quella era la prima uscita internazionele), risultando:
Complimentato lo staff SWM dagli avversari per l'impresa
travagliata e meritatamente premiati i piloti dalla giuria
internazionale, tutti gli italliani presenti dichiaratisi stanchi
ma soddisfatti, si concedevano una premiazione di carattere
personale. Il giorno sucessivo la competizione (lunedi) si
smontarono i motori dalle motociclette per essere rispediti in
Germania, essendo questi dichiarati in transito doganale in
Spagna. Dopo questa vissuta avventura, la Sachs ha sempre avuto
maggiore considerazione della famiglia SWM, anche perchè
la SWM non ha più voluto essere Sachs dipendente,
preparandosi in proprio i motori come meglio credeva e in tempo
utile, così guadagnando i ben noti e meritati allori
nazionali ed internazionali.
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Redrezza 5° ? 50 cc
Signorelli 3° ? 100cc
Rottigni 2° ? 125cc